Numerose le scolaresche presenti a Quarto (Genova) per ricordare la partenza dei volontari per la Spedizione dei Mille

IL RICORDO DELLA SPEDIZIONE DEI MILLE A GENOVA

Il 5 maggio scorso a Genova Quarto si è svolta la consueta cerimonia in ricordo della Spedizione dei Mille, della quale quest’anno ricorre il 162° anniversario. Dopo la deposizione di corone ai piedi della Stele che ricorda la partenza dei volontari garibaldini dallo storico scoglio, alla presenza delle Autorità civili e militari, la manifestazione si è spostata alla base dello splendido monumento realizzato dallo scultore Eugenio Baroni, vincitore di un concorso nazionale, inaugurato il 5 maggio 1915.

Il dato più significativo della manifestazione è stata la folta presenza di giovani, dagli alunni delle prime classi elementari, a quelli delle scuole medie e dei licei, che sono intervenuti con letture, canti e pensieri relativi alla spedizione dei Mille e non solo. I più piccoli, infatti, si sono concentrati sui concetti di fratellanza dei popoli e pace.

Gli stessi temi sono stati trattati nell’orazione ufficiale, che il Comune di Genova quest’anno ha affidato alla nostra Associazione. D’accordo con il Presidente della sezione di Genova – Chiavari “Sante Garibaldi”, Enzo Baldini, il compito è stato affidato a Raffaella Ponte, Consigliere nazionale dell’Associazione, che ha esordito portando i saluti della Presidente nazionale Federica Falchi, della direzione nazionale tutta, e della sezione ligure.

Dopo aver tratteggiato un profilo e dato un volto ad alcuni ai valorosi garibaldini salpati dallo storico scoglio di Quarto nella notte tra il 5 e il 6 maggio, l’orazione si è incentrata su Garibaldi combattente per la libertà e la fratellanza dei popoli, e per la pace. E’ stata l’occasione per ricordare la partecipazione dell’Eroe dei Due Mondi al Congresso per la Pace, tenutosi a Ginevra nel 1867; in quell’importante consesso, al quale parteciparono politici, filosofi, pensatori di diverso orientamento, l’intervento di Garibaldi – eletto presidente onorario del consesso internazionale – fu teso a spronare gli intervenuti ad abbandonare la “prudenza timida ed egoista “ – sue testuali parole- “che nulla vuole arrischiare per alleviare le miserie altrui”. Nella stessa occasione ribadì il pensiero alla base delle sue azioni: distruggere ogni forma di dispotismo “per fondare sulle sue rovine la libertà e il diritto”; per Garibaldi soltanto la democrazia poteva rimediare al flagello della guerra e solo lo schiavo aveva il diritto di far la guerra al tiranno.

In conclusione dell’intervento, alla luce di quanto sta succedendo nell’oggi, i giovani presenti sono stati invitati a ricordare le parole e i pensieri di Garibaldi su pace, fratellanza dei popoli e democrazia; bene quest’ultimo estremamente prezioso e da non dare mai per scontato e acquisito una volta per tutte, ma da difendere con le proprie azioni e i proprio pensiero, per citare un altro grande protagonista del nostro Risorgimento nazionale, il genovese Giuseppe Mazzini.

La manifestazione si è poi conclusa a Villa Spinola, quartier generale della Spedizione, con la deposizione di corone a ricordo della presenza di Garibaldi nello storico luogo, ospite di Candido Augusto Vecchi. L’esecuzione degli inni di Mameli e di Garibaldi è stata affidata alla Banda di Cornigliano, la cui esibizione ha ricevuto i complimenti dei presenti.

La manifestazione di è conclusa con l’esposizione degli elaborati grafici realizzati dagli alunni intervenuti. Da segnalare la partecipazione attiva, festosa e composta dei ragazzi delle scuole (Scuola elementare d’Eramo, Scuole medie Strozzi e De Toni, Licei Pertini e Emiliani, accompagnati dai loro insegnanti. (Raffaella Ponte)